martedì 5 gennaio 2010

Presentazione del Master

Il primo post del blog è sempre la presentazione del Master, per i nuovi post scorrere al secondo post


Il Master in “Didattiche del cambiamento e Coaching Creativo” è il primo master universitario italiano in materia di coaching e formazione.

Lo scopo del Master è fornire ai partecipanti l'opportunità di apprendere teorie, metodi tecniche e
competenze per saper “fare” e per saper “essere” un coach-formatore, grazie ad un percorso intenso ed alla presenza di docenti altamente qualificati.

Le solide fondamenta teoriche dei moduli didattici vengono integrate con l'esperienza professionale “sul campo” dei docenti, con le metodologie e le tecniche più note ed efficaci nel panorama mondiale, al fine di preparare i partecipanti ad intervenire su persone ed aziende con il massimo livello di efficacia,
qualità ed etica.

Il Master in "Didattiche del Cambiamento e Coaching Creativo" è l'unico percorso formativo che consente di accedere a quattro certificazioni nazionali e internazionali:





Diploma di Master universitario di I° livello in “Didattiche del Cambiamento e Coaching Creativo” riconosciuto dalla facoltà di Scienze della formazione dell'Università Pontificia Salesiana.


(Certificazione ottenuta dai possessori di diploma di laurea. In alternativa, per gli altri titoli di studio si rilascerà la certificazione di Corso di formazione in “Didattiche del Cambiamento e Coaching Creativo”)




Certificazione in AT 101 “Corso teorico-pratico introduttivo all'Analisi Transazionale”

(I candidati che ottengono questa certificazione possono chiedere di diventare membri di associazioni italiane di AT e conseguentemente divenire Regolar Member dell'EATA-ITAA)



Practitioner & Master Practitioner in Programmazione Neurolinguistica

(Certificazioni riconosciute dalla Society for Neurolinguistic Programming che consente la frequentazione del corso per diventare Trainer in PNL, tenuto direttamente da Richard Bandler. Su specifica richiesta con tasse amministrative aggiuntive si può richiedere la certificazione firmata da Bandler)



Creative 101 in Metodo Jaoui.

(Certificazione rilasciata direttamente da Hubert Jaoui e Kairos Solutions e che consente di accedere al livello Creative Leader.)


Il Coaching Creativo

E’ una metodologia di intervento finalizzata ad “allenare” creativamente gli individui, i gruppi, le organizzazioni, per conseguire obiettivi specifici, attraverso un percorso che può essere appreso, rielaborato e sperimentato in modo personale e creativo, per diventare “coach di se stessi”.

Il Coaching Creativo si fonda sulla convinzione che ogni cliente possiede in sé le risorse e la creatività, necessarie per realizzare gli obiettivi desiderati e si focalizza sulla situazione attuale in cui si trova il cliente, per sostenerlo in un percorso mirato a raggiungere l'obiettivo prefissato, riconoscendo che tali risultati sono il frutto delle scelte, delle intenzioni e delle azioni del cliente stesso, supportate dagli interventi del coach. Nel coaching è il cliente scegliere cosa vuole ottenere per sé e/o per il gruppo con il quale, o nel quale collabora, partendo dalla definizione dello stato che intende raggiungere.
La funzione del coach è quella di ascoltare, osservare e offrire il suo contributo con domande mirate ad espandere la consapevolezza e un senso d'impegno per promuovere l'azione con strumenti e tecniche pratiche, adattabili in ogni contesto, privato e professionale.

Il Coaching Creativo è, pertanto, una metodologia di lavoro, ma anche di crescita, poiché offre l’opportunità di ampliare la propria mappa del mondo, conoscere se stessi e gli altri, utilizzando strumenti (metodologie, procedure, tecniche) atti all’arricchimento delle opzioni, all’allargamento della personale posizione percettiva riguardo se stessi e l’ambiente circostante, per alimentarne anche il tessuto connettivo, gli scambi, la comunicazione, per affrontare eventuali problematiche - o difficoltà - attraverso un processo di riattivazione delle “risorse creative” presenti in ognuno. Le risorse della Mente Creativa spesso non vengono utilizzate, poiché non se ne conosce fino in fondo la valenza, ma soprattutto per la mancanza di un metodo chiaro, definito nei suoi presupposti, per la scarsa percezione delle possibili procedure che possono essere seguite, in modo tale da integrarle con il proprio atteggiamento mentale e con le proprie competenze e farle divenire parte di sé.
L’intento del Coaching Creativo è, dunque, mettersi sulla traccia delle “risorse creative”, mapparle utilizzando procedure e tecniche adeguate e congruenti con la situazione e lo stato in cui si trova il cliente, organizzarle secondo criteri individuati di volta in volta in base alle esigenze del momento, in modo tale da rielaborarle e rimodellarle personalmente e selezionare gli elementi e le funzioni maggiormente efficaci, da veicolare in nuovi contesti e finalmente sperimentarle, per poi verificarne i risultati e aumentare le potenzialità.

Una volta che si è riusciti a dare senso, significato, arricchimento creativo al proprio modo di essere e di affrontare le sfide, gli impegni, le mete, si aumenta la potenzialità e la disponibilità ad una comunicazione diretta ed integrata, libera da schemi che possono imprigionare emozioni, intenzioni, pensieri, capacità, progettualità, nell’interazione con se stessi, con gli altri e con il contesto ambientale. In tal senso, si aumenta la capacità di uscire da ruoli rigidi e precostituiti, di gestire meglio le proprie mappe cognitive per decodificare la realtà, consapevoli che “la mappa non è il territorio”, intenzionati a leggere dal libro della vita ben oltre le apparenze; integrando le forze inconsce con quelle della razionale consapevolezza, rifiutando di sostituire “i beni” al “bene” di esistere; sperimentando la spontaneità negli affetti; organizzando la propria vita col desiderio di collegarla armonicamente a quella degli altri.

I presupposti del Coaching Creativo derivano dall’integrazione di diversi modelli teoricoapplicativi che hanno studiato la struttura dell’esperienza soggettiva dell’essere umano e che hanno messo a punto tecniche di intervento per il cambiamento personale e per la realizzazione di prestazioni efficaci in ambito lavorativo, organizzativo, aziendale.
Il Coaching Creativo nasce come integrazione ed elaborazione delle esperienze professionali degli autori (in campo psicologico, psicoterapeutico, consulenziale, aziendale) la cui formazione deriva, in particolare, dai modelli della Psicologia Umanistica, dell’Analisi Transazionale, della Programmazione Neurolinguistica e della Psicoanimazione come metodologia interdisciplinare, a mediazione creativa, messa a punto da Maria Rita Parsi. Gli studi delle neuroscienze e del pensiero creativo, hanno costituito una parte integrante che ha contribuito alla sperimentazione ed alla elaborazione di questa impostazione metodologica.

La metodologia del Coaching Creativo è costituita da 5 fasi successive e consequenziali, ognuna delle quale prevede una o più procedure, che consistono in tipologie di percorsi finalizzati agli scopi della fase di cui fanno parte e preparatorie per la fase successiva; ogni tipologia costituisce uno “spazio di possibilità” che comprende una serie di tecniche da scegliere, utilizzare ed integrare di volta in volta, in base agli obiettivi intermedi che si intende conseguire.
E’ importante sottolineare che, sia le fasi sia le procedure, non sono strutturate in modo rigido ed è artificioso considerarle separate in modo netto; a volte nelle sessioni di lavoro è necessario tornare a fasi precedenti per effettuare cambiamenti o “aggiustamenti” della direzione, altre volte procedure appartenenti a fasi diverse si sovrappongono parzialmente, per consentire un lavoro che lascia spazio a maggiori possibilità di intervento. La creatività non può essere incapsulata, sfugge a teorie troppo impostate e a metodi che ne potrebbero limitare la spontaneità.
Il metodo è anch’esso un modello, una mappa delle operazioni compiute dagli individui nell’ambito di un processo di cambiamento; è sempre utile tenere in considerazione che la carta orientativa dei nostri interventi, sia essa una teoria, un modello o una tecnica, non va confusa con “il territorio”.
L’individuazione e la caratterizzazione di ognuna delle cinque fasi, consente di lavorare con metodo ed eventualmente di rimodellare la stessa metodologia, ad esempio aggiungendo o modificando le procedure, nel momento in cui le ulteriori ricerche applicative, dimostreranno l’efficacia di nuove possibilità. Mentre le fasi metodologiche sono necessarie alla strutturazione di un percorso completo, che prende in considerazione i molti aspetti e sfumature dell’esperienza del cliente, le procedure lasciano spazio a maggiori possibilità di scelta, poiché non devono essere utilizzate tutte necessariamente in ogni situazione.
Ciò, riteniamo sia valido soprattutto nelle fasi preliminari del coaching, nel periodo del vero e proprio “allenamento” al cambiamento; nella vita pratica i processi a volte sono più veloci, condensati: l’intuizione, l’esperienza e la creatività spesso consentono di compiere apparenti salti da una fase all’altra o giungere a conclusioni inaspettate.
Il modello di coaching che utilizziamo, consente a professionisti che provengono da aree diverse e che si attengono a teorie di vario genere, di integrare le proprie conoscenze e le proprie tecniche, elaborando ogni volta percorsi creativi di intervento e di formazione.

Le fasi del Coaching Creativo: la prima fase, la Ricerca

In presenza di qualsiasi percezione, interno o esterno al corpo, nella corteccia si attiva una configurazione neurale o mappa alla quale si può accedere soltanto dalla prospettiva in terza persona, per mezzo dei metodi neuroscientifici attuali.

Per rappresentazione, Damasio intende una “configurazione associata in modo regolare a qualcosa”, sia in riferimento ad una mappa neurale, sia alla relativa immagine mentale. Ciò che risulta importante nel processo di cambiamento, indotto dal Coaching, è l’idea che il nostro il cervello non riproduce l’esatta copia dell’oggetto che percepisce con i sensi, ma piuttosto una mappa dell’interazione avvenuta tra l’oggetto e l’organismo.

Grazie al cervello siamo in grado di rappresentare le nostre esperienze (così come qualsiasi stimolo percepito con i sensi fisici) sotto forma di configurazioni sinaptiche e di immagini mentali di cui possiamo divenire coscienti, che si presentano dunque alla nostra mente. Il cervello, per come si è sviluppato nel corso dell’evoluzione umana, è un sistema creativo che non rispecchia l’ambiente circostante, ma costruisce delle mappe dell’ambente usando i propri parametri e la propria struttura interna, ricerca costantemente le informazioni sia esterne che interne e le organizza sotto forma di mappe.

Allo stesso modo, nel Coaching Creativo, si da molta importanza alla ricerca delle informazioni che vengono costantemente mappate.




Cristoforo Colombo, chi meglio di lui può simboleggiare la ricerca, l'esplorazione delle possibilità, di nuovi territori fisici e mentali, quella ricerca che apre le porte all'immaginazione, all'intuizione, senza dimenticare l'organizzazione di un'impresa?


L'esloratore quando parte ricerca dentro se stesso le passate esperienze per organizzare il viaggio nel miglior modo possibile, ricorda i successi e i problemi per affrontarli e superarli, ricorda i suoi stati d'animo, le sensazioni che hanno accopmagnato il cammino verso l'ignoto.

L'esploratore parla con gli altri marinai, chiede informazioni, notizie, utilizza l'esperienza accumulata da tutti i suoi compagni d'avventura.

Poi, mette insieme gli strumenti utili alla navigazione, la bussola, le mappe, sistema le vele, gli alberi e tutto ciò che serva all'imbarcazione. Acquista le provviste e organizza meticolosamente tutto il necessario.

ricerca , quindi, le rotte, fa suoi i metodi di organizzazione e di navigazione e quindi è pronto per partire, forse non troverà la terra che aveva previsto, ma nel mare delle possibilità potrebbe passare ugualmente ala storia....

La prima fase del Coaching Creativo, la Ricerca, ha lo scopo di raccogliere informazioni, dati, materiali, e tutto ciò che può essere di ausilio per il conseguimento degli obiettivi del coachee.

Il coach, infatti, stimola e facilita il percorso del coachee, attraverso le tre procedure previste in queta fase:la “mappatura” interna ed esterna e la ricerc-azione.

"La “mappatura” è il processo attraverso il quale l’individuo traccia la propria mappa grafica - in parole, immagini, simboli - sia delle rappresentazioni interne frutto delle proprie immagini mentali, sia delle informazioni raccolte attraverso i sensi fisici nell’ambiente intorno a sé".

La ricerc-azione, invece indica il processo attraverso il quale l’individuo esplora l’ambiente intorno a sé per, individuare, raccogliere, recuperare materiali, dati, informazioni, in vario modo. La realizzazione di qualsiasi obiettivo, inizia dall’attenta valutazione dello stato presente e dalla raccolta di informazioni sugli elementi che consentono effettivamente di muoversi verso la nuova condizione che si desidera.

La Ricerca è la preparazione materiale, fisica, emotiva, mentale, comportamentale al processo creativo. Una preparazione da utilizzare e di cui fare tesoro quando si affrontano piccole e grandi sfide e problemi, "perlustrando con i sensi fisici ciò che ci circonda e rievocando con il pensiero e con le sensazioni, immagini e stati del mondo interiore".

Attraverso il processo di “mappatura”, seguendo i principi della Mappa Mentale l’individuo può creare delle rappresentazioni grafiche delle mappe visive, auditive e somatosensoriali dell’esperienza creativa, ma anche di esperienze vissute nel passato, di stati d’animo, dei sogni vissuti in altri momenti della vita, delle risorse interne ed esterne e molto altro ancora.

lunedì 4 gennaio 2010

Cos'è il Coaching

Il coaching è ormai considerato uno dei più efficaci metodi di intervento per il cambiamento all’interno dei processi aziendali e per la crescita delle persone. Le diverse forme in cui viene adottato questo metodo di “allenamento”, ormai diffuso in tutto il mondo - come il life coaching, l’executive coaching, il mental training per gli sportivi, il career coaching - mirano essenzialmente al raggiungimento degli obiettivi, all’elevazione degli standard di performance e ad una formazione che renda l’organizzazione - o la persona - autonoma di procedere con gli strumenti ed i metodi acquisiti nel corso del training. Il coaching è anche e soprattutto crescita, cambiamento, trasformazione e trasferimento delle risorse interne, verso quegli aspetti della vita dell’individuo e/o del gruppo che ancora non hanno raggiunto livelli soddisfacenti.

Coaching deriva dall’inglese coach e cioè “allenatore”, che nel nostro caso è un allenatore mentale ed aiuta il cliente ad individuare obiettivi, strategie, motivazioni, convinzioni e risorse utili all’ottenimento di prestazioni di successo.
Coach vuol dire anche “carrozza”, quindi un mezzo di trasporto tra un luogo di partenza ed uno in cui si desidera andare; ciò vuol dire che il coach sostiene il cliente nell’identificazione dei propri obiettivi e di uno stato desiderato e lo accompagna verso la meta: attraverso il percorso di coaching si individuano la meta, il percorso e gli strumenti opportuni per compierlo.

Il coach non è un consigliere, perché non dice cosa fare e come farlo, non fornisce suggerimenti e non pretende di conoscere il lavoro del proprio cliente meglio di lui. Inoltre, il coach non svolge la funzione dello psicologo; alcune volte i coach sono anche psicologi, ma in questo caso, non lavorano sul disagio, quanto sui punti di forza. Nel coaching il lavoro che si svolge sul passato del cliente serve per ricercare le risorse che gli hanno permesso di cogliere successi in vari campi della vita, trasferendole all’obiettivo presente.
Il coaching è una disciplina relativamente nuova in Italia, ma che si è affermata negli Stati Uniti più di 20 anni fa.
È un allenamento, un rapporto di partnership che si stabilisce tra coach e cliente con lo scopo di aiutare quest’ultimo ad ottenere risultati ottimali in ambito sia lavorativo che personale, attraverso una definizione. Grazie all’attività svolta dal coach, i clienti sono in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance che la qualità della propria vita.
Ciò che spinge una persona, oggi, a rivolgersi ad un Coach è che spesso sentiamo che la nostra vita privata o il nostro lavoro ci sfuggono di mano, ci sentiamo messi alle strette, in difficoltà, e non sappiamo quale direzione prendere.
Una soluzione però esiste e la conosciamo solo noi, è già dentro di noi, sono le nostre abilità, le nostre motivazioni e competenze, le nostre strategie di successo.

Il coaching è ormai quindi uno dei metodi più efficaci di formazione ed intervento per il cambiamento e l’innovazione all’interno delle organizzazioni e per lo sviluppo manageriale nelle persone.
Le diverse forme in cui viene adottato questo metodo di “allenamento”, ormai diffuso in tutto il mondo - come il life coaching, l’executive coaching, il mental training per gli sportivi, il career coaching - mirano essenzialmente al raggiungimento degli obiettivi, all’elevazione degli standard di performance e ad una formazione che renda l’organizzazione - o la persona - autonoma di procedere con gli strumenti ed i metodi acquisiti nel corso del training.
Il coaching è anche e soprattutto crescita, cambiamento, trasformazione e trasferimento delle risorse interne, verso quegli aspetti della vita dell’individuo e/o del gruppo che ancora non hanno raggiunto livelli soddisfacenti.

Il Coaching può aiutarti semplicemente a sbloccare le resistenze o convinzioni limitanti, ad uscire dalla fase “critica” e a ridisegnare la propria vita privata o lavorativa e scoprire, così, il piacere di cambiare, con risultati ottimali, migliorando.
Tale metodologia, segue strategie semplici ed efficaci per farti prendere le decisioni più adeguate, sfruttando le potenzialità personali e di gruppo.
Alla base di tale approccio vi sono studi e applicazioni che si ispirano alla Programmazione Neuro-linguistica, al business management e alle tecniche di comunicazione efficace, dove il cliente è il responsabile di ogni suo passo ed il Coach lo aiuta semplicemente a diventare consapevole delle sue potenzialità e a realizzarle al meglio.

Sulla rivista “Harvard Business Rewiew” è stato stimato che:
"Il coaching è un settore in crescita con circa 10.000 coach che lavorano nel mondo, un numero che dovrebbe superare i 50.000 nei prossimi 5 anni".
La maggior parte delle aziende di successo in Italia e nel mondo utilizzano il coaching per la sua efficacia, altri studi rivelano che se la sola formazione incrementa la produttività del 22.4%, il coaching affiancato alla formazione porta questa percentuale all'88%. Sempre più persone utilizzano un Coach per migliorare la qualità della propria vita, in una recente intervista il 98,5% delle persone intervistate hanno definito il supporto del Coach "molto prezioso" per il raggiungimento dei loro traguardi.